L’ultima norma ad personam è talmente immorale che i faccendieri di Berlusconi hanno annullato la conferenza stampa di presentazione della manovra. Una piccola norma quasi da niente, più che altro una “precisazione” sul nuovo processo. Si “precisa” che il legislatore ha la facoltà di sospendere l’esecutività delle sentenze di risarcimento in primo e secondo grado, fino alla Cassazione. Ergo: il nostro non dovrà pagare il risarcimento miliardario dovuto alla Cir per la vicenda del Lodo Mondadori. Un lavoretto niente male che manterrebbe nelle tasche di Berlusconi la montagna di quattrini che deve alla Cir di De Benedetti.
L’amore di Silvio Berlusconi per i propri interessi non ha pudori, è appassionato fino alla vergogna. Di questo amore spudorato conosciamo ormai tutto. Resta misterioso perché i suoi accoliti, i berluscones, la sua maggioranza continuino a stargli attaccati addosso come l’edera, quasi che sciolto l’abbraccio precipitassero nel vuoto. L’agonia di questo governo la vedono tutti, a mio avviso persino Scilipoti se n’è fatta una ragione. Berlusconi ormai è più fuori che dentro il governo. Razionalità farebbe pensare che si mettano a progettare un’alternativa, a individuare un altro superuomo da venerare che li protegga da tutti gli impicci che fanno. Anche perché, spiace dirlo, ma hanno il vantaggio che l’altra alternativa, quella di centrosinistra, sia ancora molto, ma molto sfocata. Non si capisce il perché, ma c’è un’inerzia più che colpevole da parte della forza maggiore del centrosinistra, il Pd. Che si aspetta a costruire su contenuti coraggiosi, innovativi, un’altra maggioranza, quella che il popolo italiano, sia alle amministrative e ancor più vistosamente al referendum, ha chiesto che sia di sinistra, su contenuti di sinistra, recuperando il senso di “bene comune”, di risorsa collettiva disperso dall’ubriacatura neoliberale?
Manuela Palermi, 5 luglio 2011
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