giovedì 30 giugno 2011

Il ritardo del governo sui rifiuti a Napoli è voluto

«Il governo non interviene su Napoli per motivi ignobili e meschini. L’elezione a sindaco di De Magistris rappresenta l’esatto contrario del berlusconismo, della lunga illegalità che attraversa l’Italia da 17 anni, delle cricche che circondano Berlusconi. E siccome non è pensabile che si lascino i cittadini napoletani in quella condizioni per una sorta di distrazione, ne deduco che il ritardo del governo sia voluto». Lo scrive Oliviero Diliberto sul suo profilo facebook.

mercoledì 29 giugno 2011

La manovra è un accumulo di odio sociale

«Dal governo sempre più in agonia è in arrivo una Manovra lacrime e sangue per gli italiani. Il piano economico che ha avuto il via libera della maggioranza è un accumulo di odio sociale degno del peggior governo della storia repubblicana». E' quanto afferma Oliviero Diliberto, segretario nazionale del Pdci-Fds, che continua: «La Manovra conferma che Berlusconi, Tremonti e compagnia in tutti questi hanno preso in giro gli italiani, prima negando l'esistenza della crisi, poi promettendo cose che non sono e, infine, sforbiciando di tutto e di più, a spese soprattutto delle categorie sociali più deoboli. La situazione è drammatica e chi, di fronte a questa Manovra, non chiede le immediate dimissioni del governo fa un cattivo servizio all'intelligenza dell'intero sistema Italia».

martedì 28 giugno 2011

Casini sbaglia, unica via è il voto

«Casini sbaglia, l'unica responsabilità nazionale perccorribile è quella del voto anticipato. Il Paese è in ginocchio, il Governo è letteralmente scoppiato - e la querelle sulla Manovra ne è l'ultima conferma - e chi avanza proposte di governi tecnici o di unità nazionale non fa altro che peggiorare la situazione. C'è bisogno di chiarezza e di atti coraggiosi: il voto anticipato è l'unico modo per dare al Paese un governo serio, forte e credibile, capace di affrontare i problemi». Lo afferma Oliviero Diliberto, segretario nazionale del PdCI-Federazione della sinistra.

lunedì 27 giugno 2011

Forme di democrazia sconosciute a Berlusconi e Maroni

«Facciamo nostro l’appello di prestigiose personalità perché il governo Berlusconi fermi l’uso inaccettabile della forza nei confronti dei no-Tav». A dichiararlo è Oliviero Diliberto, segretario nazionale del Pdci-Federazione della Sinistra. «La democrazia si gestisce con il dialogo, con la pazienza, con la partecipazione. In un sistema democratico il ricorso alla repressione è sempre una sconfitta. Ma mi rendo conto che si tratta di esigenze sconosciute al presidente del Consiglio e al ministro degli Interni».

Ennesimo fallimento del governo

«Il manganello in Val di Susa e la camorra a Napoli»

«Una volta il progresso e la modernità venivano accolti dalle popolazioni con entusiasmo e sostegno, perché utili al miglioramento delle loro condizioni di vita». A dichiararlo è Alessandro Pignatiello, coordinatore della segreteria nazionale Pdci-Federazione della Sinistra. «Se oggi avviene il contrario è perché il tutto è unicamente piegato alle logiche del profitto. E’ allucinante un governo che agisce col manganello in Val di Susa, rivendicando il “principio della legalità”, quando lascia i napoletani affogare nell’immondizia, nelle mani della Camorra. E’ l’ennesimo fallimento politico di Berlusconi e della sua maggioranza».

giovedì 23 giugno 2011

Cacciare Berlusconi e la sua cricca di prezzolati

«A poco tempo da un referendum che ha detto No al legittimo impedimento, il governo inventa un’altra legge bavaglio per fermare le intercettazioni e garantire l’impunità a Bisignani e soci». A dichiararlo è Oliviero Diliberto, segretario nazionale Pdci-Federazione della Sinistra. «Lo fa perché quel sistema illegale - continua Diliberto - è parte parte organica del governo stesso. Occorre uno scatto da parte delle forze della sinistra contro l’abuso di potere e le vergognose forme di privilegio. Berlusconi va spazzato via. Lo regge in piedi una maggioranza basata sulla compravendita dei parlamentari. Non sarà difficile mandarla a casa se la sinistra e le forze democratiche di questo Paese sapranno muoversi in sintonia e unità. Perché quello che conta, oggi, è cacciare Berlusconi e la sua cricca di prezzolati».

Diliberto, tutto esaurito in libreria e così il comunismo va a ruba

Dopo essere stati determinanti per la vittoria del centrosinistra in molti capoluoghi al voto lo scorso mese, i comunisti tornano a sognare. E Oliviero Diliberto, segretario del Pdci, lancia la sua idea per «Ricostruire il partito comunista» con un libro promosso per l'Italia, con un tour quasi clandestino, per nulla rilevato dai media, che sta riempendo le sale e ha fatto il tutto il tutto esaurito nelle librerie.
Le 3.500 copie della prima edizione sono andate a ruba in un mese ed è in arrivo la ristampa. Dopo aver conquistato un bel bottino di voti alle ultime amministrative ed essere risultati determinati per la vittoria di Luigi De Magistris a Napoli e per quella di Virginio Merola al primo turno a Bologna, adesso i comunisti vendono pure in libreria. Il volume, scritto dal segretario dei comunisti italiani, insieme con Fausto Sorini di rifondazione comunista e Vladimiro Giacchè, economista marxista, sta diventando un piccolo caso editoriale e politico che presto andrà anche all'estero. «Il successo ha sorpreso anche noi» spiega Diliberto a ItaliaOggi, «tra i tanti che affollano le presentazioni ci sono molti giovani che non hanno conosciuto il partito comunista e si dimostrano interessati. E poi, abbiamo ricevuto inviti per andare a parlarne a Parigi, Bruxelles, Lisbona, Atene e Nicosia». Il volume fa un'analisi storica che parte dal congresso di Vienna e arriva ai giorni nostri dove «tutti si aspettavano che dopo la caduta del muro di Berlino, il comunismo fosse finito in tutto il mondo e invece dalla Cina al Sudafrica e a gran parte dell'America latina, i comunisti sono al governo», continua Diliberto. E in Italia? «Credo che i margini per una formazione comunista a sinistra della sinistra moderata ci siano, innanzitutto tra noi e Rifondazione. Basti pensare che alle ultime amministrative ci siamo presentati insieme, con falce e martello nel simbolo e senza avere nessuna visibilità rispetto a Sel di Nichi Vendola, siamo stati altrettanto determinanti».

Dalla mailing list [Armando Cossutta]

mercoledì 22 giugno 2011

Governo corrotto e inetto, crisi allarmante e la Grecia si fa vicina

«E’ inquietante che la voglia di nuovo espressa dall’elettorato alle amministrative e ai referendum sia umiliata dalle logge e cricche con cui il governo Berlusconi inquina ed avvelena l’Italia da tre anni». Lo afferma Oliviero Diliberto, segretario nazionale Pdci-Federazione della Sinistra. «La voglia di nuovo, quando espressa con tanta forza e determinazione, va rispettata. C’è il rischio che possa tramutarsi in rabbia, in ulteriore disaffezione, in rischiosa lontananza dalla politica. Mi auguro - continua Diliberto - che le istituzioni, ad iniziare dal Capo dello Stato, a cui ci rivolgiamo con rispetto e fiducia, comprendano che così non si può continuare, che i tanti e gravi problemi dell’Italia hanno bisogno di risposte urgenti e concrete che questo governo corrotto e inetto non è in grado di dare. Dopo tre anni di assenza di ogni politica di sviluppo, la crisi ha assunto connotati allarmanti e la Grecia si è fatta vicina».

Berlusconi triste carillon, mentre l'Italia è MP3

«Anche oggi Berlusconi, nel suo intervento alla Camera, ha dimostrato tutta la sua incapacità ed inadeguatezza a governare. Tanto per cambiare, dal discorso del premier solo buone intenzioni e nessun fatto concreto. Fumo, tanto fumo. Mentre gli italiani viaggiano con l’MP3, lui è il solito triste carillon capace di suonare sempre la stessa vecchia musica». Lo dichiara Alessandro Pignatiello, coordinatore nazionale segreteria Pdci-Federazione della Sinistra.

lunedì 20 giugno 2011

Tutti a Pontida

C’è tanta voglia di andare a Pontida, mescolarci, con un sorriso ebete stampato in faccia, tra vichinghi con le corna verdi e ubriachi e smarriti ministri, tra avvizzite misspadanie e urlatori di radiopadania.
Si perché il referendum appena vinto parla direttamente a quel pratone.
Perché da queste parti parecchi volevano che l’acqua non finisse nel borsino delle multinazionali, quasi tutti non ne volevano sapere di centrali nucleari padane e altrettanti pensano che la legge dovrebbe essere uguale per tutti (anche e soprattutto per il Caimano).
E invece il capo aveva ordinato di andare al mare.
E nemmeno Zaia e Maroni lo hanno ascoltato...
Figurati gli elettori.
Intendiamoci, non è la fine della Lega, che è un movimento di popolo radicato e ancora pieno di energie e poltrone, ma di questa lunga, complicata, rancorosa e sofferta relazione con il “mafioso di Arcore” sì.
Le tasse non sono diminuite, la sicurezza non è aumentata, del federalismo nemmeno l’ombra.
Il vecchio e malandato senatùr lo sa bene, perché è uno che di fiuto ne ha ancora, che non potrà incantare le sue truppe con qualche dependance ministeriale da trasferire al nord.
Lo ha già fatto: ha già scaricato Berlusconi una volta, ma era giovane ed in forma, lui e pure il Caimano, aveva ancora parecchie cartucce da sparare. Ed infatti hanno fatto a tempo poi a rimettersi in affari assieme grazie alla pulsione suicida del centrosinistra. Ma ora sia Umberto che Silvio sanno di essere vecchi e sono stanchi. Se finisce, finisce per entrambi. E allora cambia, cambia tutto per davvero.

p.s. sempre che in qualche modo il centrosinistra non riesca comunque ad ibernarli o clonarli per consegnarli ad una vita ed un potere eterni.

Nicola Atalmi

venerdì 17 giugno 2011

Brunetta pessimo ministro, se ne vada

L’Italia peggiore – come Brunetta chiama i precari che l’hanno contestato – è quella di tante donne e uomini che da anni hanno contratti precari con la Pubblica Amministrazione e da anni non riescono a disporre con serenità delle proprie vite. E’ una condizione lavorativa pessima e quei lavoratori si aspettano che Brunetta svolga il suo lavoro di ministro aiutandoli a non essere più precari. Se non lo fa, è giusto che lo contestino. E se la loro contestazione lo fa inorridire, cambi mestiere, se ne vada. Nessuno, ma proprio nessuno, si accorgerà della sua mancanza. Come nessuno, fino ad oggi, si è accorto della sua presenza.
Oliviero Diliberto

mercoledì 15 giugno 2011

Debito pubblico alle stelle mentre il governo "aspetta" Pontida

«Non so quanti del governo abbiamo letto i dati di Bankitalia, ma il debito pubblico in Italia ad aprile ha raggiunto 1.890 miliardi di euro, pari a 31.500 euro a persona, compresi i neonati". A dirlo è Oliviero Diliberto, segretario nazionale Pdci-Federazione della Sinistra. "Eppure non c’è nessuno nella maggioranza che indichi quale strada percorrere perché l’Italia non faccia la fine della Grecia. Se ancora teniamo - afferma Diliberto - è grazie alla lunga tradizione di risparmio delle famiglie italiane. Nel frattempo il Pdl sa solo battibeccare su ciò che Bossi dirà o non dirà a Pontida. Siamo al grottesco».
Oliviero Diliberto

Dal referendum forte bisogno di politica a sinistra

«Il risultato del referendum segna una clamorosa ed irrimediabile sconfitta personale e politica di Berlusconi che avrà conseguenze profonde". Lo afferma Antonino Cuffaro, presidente del Pdci-Federazione della Sinistra. "Quale che sia il rattoppo a cui ricorrerà per restare a galla, continua Cuffaro, il Paese gli ha voltato le spalle ed ha espresso una grande volontà di rinnovamento e, nel merito dei quesiti, un forte bisogno di una politica di sinistra, di vera sinistra. Ne tenga conto anche il Pd. Il voto reclama un programma di governo che non faccia del mercato il suo idolo e del liberismo la sua ideologia. Le italiane e gli italiani chiedono una politica di pace e di sviluppo che si fondi sulla scienza e sulla ricerca, sul rispetto dei diritti umani e sociali e dell’ambiente, che assicuri a tutti un lavoro stabile e qualificato. E, sottolinea il presidente del Pdci, un’azione di governo che bandisca finalmente dal nostro Paese la corruzione e il malaffare. Una politica – ed è il nostro futuro e la nostra immediata speranza per i quali si sono battuti milioni di giovani, laci e cattolici, i veri vincitori dei referendum – che può affermarsi, come vogliamo, nella piena attuazione della Costituzione».

Il Paese vuole il cambiamento. Il governo di dimetta

«Il quorum è fatto, ora via il governo". Così Oliviero Diliberto, segretario nazionale del PdCI-Federazione della sinistra, che continua: "Il raggiungimento del quorum ai referendum, dopo il risultato delle recenti amministrative, testimonia la richiesta di cambiamento che c'è nel Paese. Solo un governo cieco, sordo e al limite della decenza politica e istituzionale, che ha fatto di tutto per affossare i referendum, può pensare di rimanere a governare».
Oliviero Diliberto

giovedì 9 giugno 2011

Presentato esposto FdS per censura mediatica

La Federazione della sinistra ha presentato oggi all'Agcom un esposto per la "violazione del libero accesso ai mezzi di informazione per la comunicazione politica nelle giornate successive le elezioni del 15 e 16 maggio 2011, giacché nelle trasmissioni radiotelevisive diffuse dalla Società Rai Radiotelevisioni Italiana Spa e dal gruppo Mediaset Spa si è assistito ad una ingiusta censura nei riguardi della Federazione della Sinistra". Lo si legge in una nota dell'ufficio stampa della Fds.
«Nello specifico - è scritto nell'esposto - nel corso delle giornate successive le elezioni del 15 e 16 maggio 2011, si è registrato un visibile squilibrio del contraddittorio politico in ragione del differente spazio riservato alle forze politiche interessate alle consultazioni predette. La Società Rai Radiotelevisione Italiana Spa ed il Gruppo Mediaset hanno mancato di ottemperare al dettato della normativa vigente, realizzando entrambe un palinsesto pregiudizievole per la Federazione della Sinistra che, pur avendo raggiunto il 4,1%, è risultata completamente censurata dal genuino confronto elettorale tra i leader politici di maggioranza e di opposizione».

mercoledì 8 giugno 2011

Votare è un dovere civico. 4 sì per un Paese migliore

«E' scritto nell'articolo 48 della Costituzione: votare è un dovere civico". Ad affermarlo è Alessandro Pignatiello, coordinatore della segreteria nazionale del Pdci-Federazione della Sinistra. "Sentire politici, che sulla Costituzione hanno giurato, affermare che non si recheranno alle urne, è vergognoso. Ma il berlusconismo è anche questo. Il 12 e 13 giugno è fondamentale andare a votare e votare 4 SI. Perché ciascuno di noi - continua Pignatiello - ha la responsabilità di costruire per se stessi, per i propri figli e nipoti, un Paese migliore nel quale vivere. Ha la responsabilità di avere e di lasciare loro un posto dove poter vivere in salute e in equità. Un posto più pulito e sano. Questo si chiama sviluppo, si chiama progresso».

martedì 7 giugno 2011

Diliberto sul vertice Pdl-Lega

“Solo un’inutile pantomima”. Questo è stato per Oliviero Diliberto, segretario nazionale Pdci-Federazione della Sinistra, il vertice di Arcore tra Pdl e Lega. “Stiamo assistendo ad un governo umiliato dalla ultime elezioni amministrative, senza più maggioranza nel Paese, che pur di sopravvivere concede pezzi di ministeri al nord e cede ad ogni ricatto degli alleati. Da Arcore non è venuto nulla rispetto alla crisi economica, alla disoccupazione, alle imprese che chiudono, alle tasse che aumentano Il futuro dell’Italia viene sacrificato alle ambizioni personali di Berlusconi e soci. Sembrano tanti zombie che saltano da un argomento all’altro, da una priorità all’altra senza riuscire a concretizzare nulla”.

lunedì 6 giugno 2011

I quattro sì di Margherita Hack

Di Eleonora Martini - Il Manifesto, 3 giu

«Quattro Sì. Convinti. Perché l’Italia non è pronta per il nucleare». È una bella sorpresa, quella che ci regala l’astrofisica Margherita Hack. Che a votare al referendum del 12 e 13 giugno prossimi ci andrà, e invita tutti a farlo.

Dopo la sua esortazione a costruire le centrali nucleari italiane in Sardegna, che poi è stata la spinta propulsiva alla riuscita del referendum consultivo con il quale i cittadini sardi hanno detto no al ritorno dell’atomo, ora con un articolo scritto per Micromega chiarisce meglio il suo pensiero dichiarandosi contraria al nucleare. Professoressa Hack, è una marcia indietro?
Ma no, avevo detto che l’Italia è tutta a rischio sismico eccetto la Sardegna. E questo è un fatto geofisico. Penso invece che del nucleare oggi se ne possa fare a meno in Italia. Anche perché gli italiani sono poco affidabili: un paese dove, come si è scoperto all’Aquila, si può costruire mettendo sabbia nel cemento o tagliando piloni alle fondamenta, o dove la mafia si infiltra dappertutto, è un paese dove c’è da preoccuparsi. In queste condizioni, è meglio lasciar perdere impianti così pericolosi.

Lei andrà a votare al referendum?
Certo, e voterò quattro sì. Ma questo non vuol dire che sia giusto bloccare anche la ricerca come si fece dopo Chernobyl, e fu un grosso sbaglio. Credo che in futuro l’energia nucleare ci vorrà e l’Italia non può restare tagliata fuori per decenni, come è successo dopo l’incidente di Chernobyl.

È una frase che ha detto anche Berlusconi…
Ma non lo dice Berlusconi, lo dice la scienza. Il futuro sarà anche delle rinnovabili – e forse scopriremo fonti ancora sconosciute – ma non si può escludere totalmente il nucleare. Siccome tutti i paesi, soprattutto quelli emergenti come Cina, India e Africa, hanno bisogno di energia, il nucleare può essere ancora una risorsa. Soprattutto il nucleare da fusione, che è un campo sul quale si deve fare ancora molta ricerca. E l’Italia non può rimanere tagliata fuori, soprattutto perché è italiano uno dei massimi esperti mondiali, Carlo Rubbia, che da anni cerca il modo di costruire centrali meno pericolose, utilizzando per esempio il cesio al posto dell’uranio, o altri combustibili che hanno una vita media molto più breve, in modo da ridurre il pericolo delle scorie.

Lei dice che l’Italia è un paese inaffidabile. Ma anche la Svizzera e la Germania, paesi che da decenni si alimentano di energia atomica, hanno deciso di rinunciare.
Sono paesi che hanno puntato molto anche sulle energie alternative. La Germania ha sviluppato l’eolico anche perché, come la Spagna, ha condizioni di vento molto favorevoli. Sia sul Baltico che sull’Atlantico spirano venti molto più costanti che nel Mediterraneo.

Che la ricerca non vada interrotta è sempre un’affermazione decisamente condivisibile. Ma non crede che forse, considerate anche le esigue risorse destinate alla scienza, si dovrebbe tralasciare un po’ il nucleare e focalizzare maggiormente l’attenzione sulle fonti rinnovabili o sulle reti di trasporto dell’energia, le cosiddette super grid?
Non mi pare che la ricerca sia concentrata tutta sull’atomo. E mi sembra invece che ci siano troppe paure, come per gli Ogm. Sembra che gli Ogm siano il diavolo, quando in fondo perfino gli innesti degli alberi sono una specie di Ogm. Ora, non sono un’esperta di trasporto di energia o di rinnovabili, campi ancora giovani, ma sono sicura che potrebbero essere studiate molto di più e usate maggiormente e meglio.

Nessuno, malgrado su questo campo si faccia ricerca da decenni, è riuscito a risolvere il problema delle scorie.
Ed è per questo motivo che Rubbia sta tanto lavorando a cercare combustibili nucleari alternativi all’uranio. Dobbiamo studiare di più il nucleare da fusione, che non lascia scorie e che è un campo ancora agli inizi…

Pensa che questo referendum sia importante? Inviterebbe gli italiani ad andare a votare?
E beh, certo! Ci sono anche i quesiti sull’acqua, che sono importantissimi. L’acqua è un bene primario e non può diventare oggetto di sfruttamento economico. Poi c’è il quesito sul legittimo impedimento: la legge è uguale per tutti, e dunque è una vergogna questo tentativo di proteggere i potenti. Infine sul nucleare: credo davvero che per ora sia meglio concentrarsi sulla ricerca e sulle rinnovabili. L’atomo non fa per noi, lasciamolo perdere.

Diliberto - Via chi ha rubato la dignità al Paese

Serve un centrosinistra vero

«E' ora che Berlusconi, Bossi e compagnia vadano a casa. L'Italia merita altro. Serve un centrosinistra capace di restituire la dignità etica, politica e sociale rubata al Paese da un governo di nani e ballerine". Così Oliviero Diliberto, segretario nazionale del PdCI-Federazione della sinistra, che continua: "Tutta la sinistra si metta a disposizione di un progetto di rinascita politica, senza infingimenti, tatticismi o furbizie varie. La terribile situazione del Paese non merita inutili polemiche, nè alchimie istituzionali, ma un'alleanza piena, vera e coerente».

Referendum, notizie dal Viminale

Domenica 12 giugno, dalle ore 8 alle ore 22 e lunedì 13 giugno, dalle 7 alle 15, si svolgeranno le operazioni di votazione per quattro referendum popolari. I referendum interesseranno, sul territorio nazionale, 47.357.878 elettori, di cui 22.734.855 maschi e 24.623.023 femmine. Le sezioni saranno 61.601. Il dato e' riferito al 45° giorno antecedente la votazione ed è suscettibile di lievi modificazioni al termine della revisione straordinaria delle liste elettorali attualmente in corso.
Il corpo elettorale della circoscrizione estero interessato alle consultazioni referendarie è di 3.236.990 elettori: il dato è suscettibile di variazione in relazione all'eventuale ammissione al voto disposta dalle autorità consolari competenti.
Affinché il referendum sia valido, deve andare alle urne il 50% più uno degli aventi diritti al voto. Le operazioni di scrutinio inizieranno lunedì 13 giugno subito dopo la chiusura della votazione e l'accertamento del numero dei votanti per ciascun referendum.
Gli elettori residenti in Italia, per poter esercitare il diritto di voto presso gli uffici di sezione nelle cui liste risultano iscritti, dovranno esibire un documento di riconoscimento e la tessera elettorale personale. Chi avesse smarrito la propria tessera elettorale personale, potrà chiederne un duplicato agli uffici comunali nei cinque giorni antecedenti quello di inizio della votazione (cioè da martedi' 7 giugno sino a sabato 11) dalle ore 9 alle ore 19, nonché nei giorni della votazione (domenica 12 giugno e lunedì 13 giugno) per tutta la durata delle operazioni di voto.
Tutti i risultati elettorali e i dati relativi all'affluenza alle urne saranno consultabili in tempo reale sul sito www.interno.it.

Da www.comunisti-italiani.it, 6 giugno 2011

12-13 giugno, Referendum

Il 12-13 giugno si andrà a votare per quattro quesiti referendari.

Per votare, l'elettore dovrà presentarsi al proprio seggio di riferimento domenica 12 giugno 2011 fra le 8.00 e le 22.00 oppure lunedì 13 giugno 2011 fra le 7.00 e le 15.00 munito della propria tessera elettorale e di un documento di riconoscimento.

Quesito n.1 - REFERENDUM ACQUA PUBBLICA - ABROGAZIONE AFFIDAMENTO SERVIZIO AD OPERATORI PRIVATI
Referendum popolare n.1 (scheda di colore rosso)
«Vo­lete voi che sia abro­gato l’art. 23 bis (Ser­vizi pub­blici lo­cali di ri­le­vanza eco­no­mica) del de­creto legge 25 giu­gno 2008 n.112 “Di­spo­si­zioni ur­genti per lo svi­luppo eco­no­mico, la sem­pli­fi­ca­zione, la com­pe­ti­ti­vità, la sta­bi­liz­za­zione della fi­nanza pub­blica e la pe­re­qua­zione tri­bu­ta­ria” con­ver­tito, con mo­di­fi­ca­zioni, in legge 6 ago­sto 2008, n.133, come mo­di­fi­cato dall’art.30, comma 26 della legge 23 lu­glio 2009, n.99 re­cante “Di­spo­si­zioni per lo svi­luppo e l’internazionalizzazione delle im­prese, non­ché in ma­te­ria di ener­gia” e dall’art.15 del de­creto legge 25 set­tem­bre 2009, n.135, re­cante “Di­spo­si­zioni ur­genti per l’attuazione di ob­bli­ghi co­mu­ni­tari e per l’esecuzione di sen­tenze della corte di giu­sti­zia della Co­mu­nità eu­ro­pea” con­ver­tito, con mo­di­fi­ca­zioni, in legge 20 no­vem­bre 2009, n.166, nel te­sto ri­sul­tante a se­guito della sen­tenza n.325 del 2010 della Corte costituzionale?».

Quesito n.2 - REFERENDUM ACQUA PUBBLICA - ABROGAZIONE CALCOLO TARIFFA SECONDO LOGICHE DI "MERCATO"
Referendum popolare n.2 (scheda di colore giallo)
«Vo­lete voi che sia abro­gato il comma 1, dell’art. 154 (Ta­riffa del ser­vi­zio idrico in­te­grato) del De­creto Le­gi­sla­tivo n. 152 del 3 aprile 2006 “Norme in ma­te­ria am­bien­tale”, li­mi­ta­ta­mente alla se­guente parte: “dell’adeguatezza della re­mu­ne­ra­zione del ca­pi­tale investito?».

Quesito n.3 - REFERENDUM ENERGIA NUCLEARE
Referendum popolare n.3 (scheda di colore grigio)
«
Vo­lete voi che sia abro­gato il decreto-legge 25 giu­gno 2008, n. 112, con­ver­tito con mo­di­fi­ca­zioni, dalla legge 6 ago­sto 2008, n. 133, nel te­sto ri­sul­tante per ef­fetto di mo­di­fi­ca­zioni ed in­te­gra­zioni suc­ces­sive, re­cante Di­spo­si­zioni ur­genti per lo svi­luppo eco­no­mico, la sem­pli­fi­ca­zione, la com­pe­ti­ti­vità, la sta­bi­liz­za­zione della fi­nanza pub­blica e la pe­re­qua­zione tri­bu­ta­ria, li­mi­ta­ta­mente alle se­guenti parti: art. 7, comma 1, let­tera d: rea­liz­za­zione nel ter­ri­to­rio na­zio­nale di im­pianti di pro­du­zione di ener­gia nucleare?».

Quesito n.4 - REFERENDUM LEGITTIMO IMPEDIMENTO
Referendum popolare n.4 (scheda di colore verde chiaro)
«Vo­lete voi che siano abro­gati l’articolo 1, commi 1, 2, 3, 5, 6 non­chè l’articolo 1 della legge 7 aprile 2010 nu­mero 51 re­cante “di­spo­si­zioni in ma­te­ria di im­pe­di­mento a com­pa­rire in udienza?».

venerdì 3 giugno 2011

Apertura della Federazione

La settimana dal 6 al 10 giugno la Federazione resterà aperta tutti i pomeriggi a partire dalle ore 14.30.
Per maggior sicurezza invitiamo le compagne e i compagni che volessero rinnovare la tessera o anche solo visitare i nuovi locali a telefonare comunque per verificare la reale apertura. Grazie

Dibattito e cena

Domani sera, 4 giugno 2011 ci incontriamo al circolo ARCI "7 novembre" in viale dei Cipressi 2 a Molassana.
Alle ore 19.00 ci sarà un incontro di dibattito politico presieduto da Carlo Senesi, segretario provinciale di Genova poi, alle 20, metteremo le gambe sotto al tavolo per una cena conviviale.
Tutti gli iscritti e i simpatizzanti sono invitati a partecipare.
Detratte le spese, l'incasso della cena costituirà una fonte di autofinanziamento per il Partito che, non essendo più presente in Parlamento, non gode di finanziamenti pubblici né di altre forme di sostegno finanziario.